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09 — StudioStudio
Interfacce popolariFolk Interfaces
01 — SchedaDetails
- Titolo estesoFull title
- Folk Interfaces – Handing Down Is Open SourceFolk Interfaces – Handing Down Is Open Source
- FormaForm
- Laboratorio aperto e sperimentaleOpen, experimental laboratory
- OrigineOrigin
- Oggetti d’uso ritrovati in un vecchio fienile in BasilicataEveryday objects found in an old hayloft in Basilicata
02 — Il progettoThe project
Interfacce Popolari esplora l’intreccio tra patrimonio del passato e urgenze contemporanee attraverso metodologie ibride tecnologiche e artigianali.
Folk Interfaces explores the interweaving of past heritage and present urgencies through hybrid methods that combine technology and craft.
Folk Interfaces – Handing Down Is Open Source è un laboratorio aperto e sperimentale che esplora l’intreccio tra il patrimonio del passato e le urgenze contemporanee attraverso metodologie ibride che uniscono tecnologia e artigianato. Il progetto nasce dal ritrovamento di oggetti d’uso in un vecchio fienile in Basilicata: manufatti dimenticati che racchiudono un duplice significato: materiali tangibili e testimonianze simboliche di una cultura produttiva profondamente radicata nel patrimonio rurale. Da questi oggetti emerge un percorso critico che mette in discussione la logica del technological design contemporaneo, ponendo al centro una riflessione sulla sostenibilità e sul rapporto tra tecnologia e contesto culturale.
Folk Interfaces – Handing Down Is Open Source is an open, experimental laboratory exploring the interweaving of past heritage and contemporary urgencies through hybrid methodologies that bring together technology and craftsmanship. The project began with the discovery of everyday objects in an old hayloft in Basilicata: forgotten artefacts carrying a double meaning, as tangible materials and as symbolic testimony of a productive culture deeply rooted in rural heritage. From these objects emerges a critical path that questions the logic of contemporary technological design, placing at its centre a reflection on sustainability and on the relationship between technology and cultural context.
Il progetto si fonda su un’analisi critica di pratiche quali la riparazione, lo smontaggio, l’esaptazione e la reinvenzione, tratti distintivi dei processi di adattamento tipici della cultura rurale, dove la sensibilità umana si confronta con l’urgente necessità di reinterpretare e rigenerare i materiali, infondendovi nuovi significati simbolici e funzionali.
The project is grounded in a critical analysis of practices such as repair, disassembly, exaptation and reinvention, distinctive traits of the adaptive processes typical of rural culture, where human sensitivity meets the urgent need to reinterpret and regenerate materials, giving them new symbolic and functional meanings.
Abbracciando questa filosofia del riutilizzo creativo, il progetto trasforma materiali obsoleti, residui del mondo preindustriale, della cultura contadina, dell’agropastoralismo appenninico e degli strumenti quotidiani della vita della classe operaia e della piccola borghesia, in nuove risorse per un tipo di design che resista all’obsolescenza e al consumo lineare.
Embracing this philosophy of creative reuse, the project turns obsolete materials, leftovers of the pre-industrial world, of peasant culture, of Apennine agro-pastoralism and of the everyday tools of working-class and petit-bourgeois life, into new resources for a kind of design that resists obsolescence and linear consumption.
Questa forma di disobbedienza tecnologica non è solo un intervento pratico, ma un atto deliberato di resistenza culturale e politica: un gesto di riappropriazione che trasforma la produzione materiale in un atto collettivo di opposizione, mettendo in discussione in modo critico le dinamiche standardizzanti delle logiche produttive contemporanee. Analizzando gli strumenti tradizionali attraverso la lente del design dell’interazione, il progetto rivela come questi oggetti incarnino qualità di usabilità e accessibilità che prefigurano i paradigmi delle moderne tecnologie interattive. Efficienza, efficacia, sicurezza, utilità e facilità d’uso emergono come tratti distintivi, mentre la trasmissione del know-how, basata sull’apprendimento diretto e imitativo, richiama le dinamiche pedagogiche delle interfacce utente naturali (NUI).
This form of technological disobedience is not only a practical intervention, but a deliberate act of cultural and political resistance: a gesture of reappropriation that turns material production into a collective act of opposition, critically questioning the standardising dynamics of contemporary production. Looking at traditional tools through the lens of interaction design, the project shows how these objects embody qualities of usability and accessibility that anticipate the paradigms of modern interactive technologies. Efficiency, effectiveness, safety, utility and ease of use stand out as distinctive traits, while the handing down of know-how, based on direct and imitative learning, recalls the pedagogical dynamics of natural user interfaces (NUI).
I manufatti della cultura contadina possono essere reinterpretati come proto-interfacce in grado di instaurare un dialogo fluido e intuitivo con il corpo umano attraverso stimoli sensoriali e cognitivi.
The artefacts of peasant culture can be reinterpreted as proto-interfaces able to establish a fluid, intuitive dialogue with the human body through sensory and cognitive stimuli.
Il rapporto tra utente e strumento, radicato in un’interazione immediata e diretta, costituisce un’eredità progettuale che intreccia tradizione materiale e memoria culturale. Questi oggetti, nella loro intrinseca raffinatezza, offrono preziose intuizioni sull’ingegno umano nel plasmare la materialità per soddisfare esigenze concrete, generando manufatti che appartengono contemporaneamente al regno della funzione pratica e alla memoria culturale. Essi emergono come interfacce che mediano relazioni complesse tra le persone, i loro ambienti e le loro comunità, conservando una memoria dinamica che viene tramandata e rimodellata attraverso le generazioni.
The relationship between user and tool, rooted in immediate and direct interaction, is a design legacy that weaves together material tradition and cultural memory. In their intrinsic refinement, these objects offer precious insights into human ingenuity in shaping materials to meet concrete needs, producing artefacts that belong at once to the realm of practical function and to cultural memory. They emerge as interfaces mediating complex relationships between people, their environments and their communities, preserving a living memory that is handed down and reshaped across generations.
03 — ImmaginiImagesFig. 02–04 / 11
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CitazioneQuote
«Non possiamo però costruire il futuro senza prima pensarlo. Qual è allora il rapporto tra il pensiero e l’azione? A questa domanda, il teorico e l’artigiano darebbero risposte diverse.»“But we cannot build the future without first thinking it. What, then, is the relation between thinking and doing? To this question, the theorist and the craftsman would give different answers.”
RADURA